Washington (USA) - FCC, l'ente del governo statunitense che vigila sui sistemi di comunicazione, ha recentemente approvato un piano per aprire l'accesso a certe frequenze dell'etere anche a chi non possiede apposite licenze. Le frequenze libere, liberamente utilizzabili per qualsiasi sorta di servizio, sono tutte comprese nello spettro al di sotto dei 900MHz.
Si tratta infatti dei cosiddetti "
canali abbandonati", ovvero non utilizzati dalle emettenti televisive analogiche. Questa banda, secondo gli esperti di Ars Technica, potrà essere utilizzata per
sperimentare sistemi WiMax ad alta penetrazione. Al di sotto dei 900MHz, infatti, le trasmissioni godono di una caratteristica piuttosto interessante:
riescono a trapassare con facilità le strutture in muratura.
Il WiMax, operante a 2,4GHz, non può competere con la portata di una qualsiasi torre televisiva. Per captare il segnale di un canale TV analogico, infatti, basta un semplice apparecchio televisivo posto anche ad oltre 50 chilometri di distanza dal ripetitore più vicino.
L'obiettivo della FCC è quindi stimolare l'innovazione ed ottenere così nuove tecnologie per colmare definitivamente il cosiddetto digital divide.
Le specifiche tecniche dei nuovi apparecchi che potranno utilizzare le porzioni di etere libero saranno decise entro la fine del 2007, per poi vedere la luce solo dopo il 2009, ovvero dopo il passaggio da TV analogica a TV digitale.
Ciascun apparecchio approvato per utilizzare le frequenze libere dovrà utilizzare un sistema di localizzazione GPS: prima di iniziare qualsiasi trasmissione, il sistema dovrà comunicare la posizione ad un apposito archivio gestito dall'FCC, per evitare che il segnale emesso possa oscurarne altri.

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Google sempre più vicina alla telefonia, 3 agosto 2007
La Federal Communications Commission, in pratica l'Authority delle tlc Usa, ha parzialmente accolto le richieste avanzate da Google per la gara di accesso alla frequenza nazionale dei 700 megahertz. Ma questo sarebbe soltanto un pezzo della partita che si sta giocando. In ballo c'è, nientemeno, l'estensione delle reti Wi-fi e il Wi-max, e il drastico abbattimento dei costi della telefonia. E mentre Bill Gates minimizza e dice di non temere le mosse di Google, il colosso di Mountain View ha iniziato a mostrare i primi G-phone.
Il numero uno dei motore di ricerche al mondo, spiega il Wall Street Journal, ha avviato le trattative con alcuni operatori della telefonia mobile americani ed europei e con i produttori di dispositivi portatili alla conquista di spazi nella pubblicità wireless a livello mondiale. Nell'operazione sarebbero coinvolti big del calibro di AT&T, T-Mobile USA (la controllata americana della tedesca Deutsche Telekom sembra essere la più interessata al piano) e Verizon Wireless, joint venture di Verizon e Vodafone. Per ora nessuna delle aziende in questione ha rilasciato commenti.
Ma intanto i primi Google phone stanno facendo la loro comparsa, almeno sotto forma di prototipi. Il Wall Street Journal riferisce di un telefono non rivoluzionario come l'iPhone di Apple, ma un modello simile ad uno dei vari smartphone attualmente in circolazione come il Nokia, con tastierino che esce da sotto il monitor, il Treo, l'Htc o il Samsung. Ovviamente non è sicuro che vengano mai costruiti, ma contatti in questo senso sarebbero già in corso con la LG Electronics.
L'azienda di Mountain View, che ha investito centinaia di milioni di dollari in questo progetto, ha chiesto agli operatori wireless di supportare prodotti specificamente sviluppati attorno ai servizi di Google: il motore di ricerca, la posta elettronica, le mappe, e un nuovo programma di navigazione internet appositamente sviluppato per i telefonini.
In termini strategici Google vorrebbe puntare sul mercato dell'advertising per cellulari, un settore molto promettente secondo alcune rilevazioni: lo scorso anno sono stati spesi circa 1,4 miliardi di dollari in pubblicità mobile, ma la cifra potrebbe crescere fino a 14 miliardi entro il 2011. "Questo modo di fare pubblicità è di sicuro due volte più redditizio di quello tradizionale perché consente di presentare annunci molto più personalizzati", spiega l'ad di Mountain View, Eric Schmidt.
Ma c'è uno scoglio fondamentale: gli operatori di telefonia mobile finora si sono dimostrati riluttanti nel concedere il controllo di spazi pubblicitari ai potenziali interessati. Per superare questa resistenza, il colosso di Mountain View vuole diventare a sua volta operatore, e partecipare alla prossima asta della Federal Communications Commission, l'Authority delle telecomunicazioni statunitense, che assegnerà uno spettro di frequenze wireless nazionali: un business stimato tra i 10 e i 15 miliardi di dollari.
La Fcc, dopo una trattativa con alcuni colpi di scena, ha accolto le richieste di Google, che si è detta disposta a investire la cifra minima richiesta di 4,6 miliardi di dollari per aggiudicarsi le frequenze: i vincitori della gara, che potrebbe valere secondo le stime tra i 10 e i 15 miliardi di dollari, dovranno garantire la neutralità della rete. Chi si aggiudicherà le frequenze dovrà consentirne l'utilizzo anche alle tecnologie e ai software della concorrenza. Mentre non è stata accolta la richiesta di costringere gli operatori mobili a cedere una parte della nuova rete dopo l'acquisto.
Il numero uno della Fcc, Kevin Martin, ha spiegato che un terzo della nuova rete dovrà essere usata per costruire una "rete nazionale broadband più accessibile". Sarà anche l'occasione per creare quella 'rete pubblica di sicurezza', di cui si parla dall'attentatato alle Torri gemelle.
Per quanto le proposte di Google possano essere allettanti (soprattutto per i consumatori), certamente il colosso di internet non avrà la strada spianata di fronte a sé, dovendo affrontare AT&T e Verizon, compagnie che potrebbero non vedere di buon grado né l'intromissione nel loro mercato del marchio californiano, né le sue proposte.
Alla luce degli ultimi sviluppi, la costruzione di una rete Wi-max in tutta Mountain View da parte di Google e il progetto di coprire l'intera area di San Francisco potrebbe anche essere interpretato come l'anticipazione di un futuro prossimo.
La gara per le frequenze dovrebbe partire il 28 gennaio del 2008 e si preannuncia una sfida molto combattuta. Le prime avvisaglie si sono già avute nei giorni scorsi. "Quanti sono i prodotti introdotti sul mercato da Google che stanno producendo profitti?", ha detto Bill Gates al New York Times. "Hanno immesso nel mercato circa 30 prodotti differenti - ha sentenziato il patron di Microsoft -, solo uno sta producendo profitti.
Quindi, volete fare previsioni senza neanche aver visto il software che secondo loro sarà il migliore per i cellulari e sarà anche gratis?".